Cristina Bettelini
In Cristina Bettelini il movimento è complesso ma curiosamente ordinato.
Si intuisce un sentiero, una traccia. Si cerca un pendio dolce, un luogo in cui l'artista avrebbe potuto riposare.
Ma questo luogo non esiste.
Talvolta si crede di averlo scoperto. ma poi, presto, si è
consapevoli che si tratta solo di un'illusione!
Una forza intimidatrice impregna tutti questi disegni.
Si vorrebbe raggiungere la cima delle montagne per contemplare la
vista, ma il tratto incita all'umiltà. Si resta allora seduti ai
piedi di queste potenti forme, come sgominati da una magia
anteica.
Gauguin diceva: «L'animalità che è in noi non è da disprezzare tanto quanto si dice. Quei dannati greci, che hanno capito tutto, hanno immaginato Anteo che riprendeva vigore ogni volta che toccava terra. La terra è la nostra animalità, credetemi.»
Con questi disegni chiassosi, Cristina Bettelini suggerisce il
superamento di sé.
Indica, a forza di tratti, il cammino di una terra semplice e
delicata. un angolino sperduto, benedetto dalla rugiada.
Dominique Roulin